Produttività e Benessere
Coordinatrice Prof.ssa Gloria Bartoli
Costituito presso la Fondazione, l'Osservatorio Produttività e Benessere (OPB) si pone come principale obiettivo quello di sensibilizzare policy-maker, amministratori, imprese e società civile sul problema della bassa produttività in Italia, la quale non permette la crescita necessaria per il benessere di tutti i componenti della società.
Per rispondere al rallentamento della crescita potenziale in atto anche nell’UE dal 2000, la Commissione europea e il Consiglio, con una raccomandazione del settembre 2016, hanno invitato i paesi dell’area euro a formare dei National Productivity Boards. Si tratta di Comitati Nazionali per la produttività indipendenti, ovvero istituzioni che aiutano ad analizzare la produttività economica, i suoi sviluppi e le sfide della competitività. Gli NPB avrebbero dovuto analizzare gli sviluppi nazionali di produttività e competitività, e consigliare le riforme e le misure necessarie all’aumento e alla convergenza della crescita delle economie europee. In assenza di un Comitato Nazionale in Italia, l'Osservatorio ha disseminato informazioni, analisi ed esperienze sulle misure più efficaci per far ripartire la crescita della produttività in Italia e in Europa.
Dopo la magnifica risposta dell’UE alla pandemia, con il PNRR è il governo di ogni paese a disegnare e gestire riforme e investimenti necessari alla ripresa della produttività, mentre governi e BCE si distribuiscono più equamente il peso di sostenere la capacità produttiva. In questo nuovo contesto, l’OPB continuerà a fornire informazioni e analisi per raggiungere i risultati del PNRR che incidono sulla produttività.
Rassegna stampa e articoli
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Tratto dal Rapporto Science, Research, and Innovation Performance of the EU - 2026 della Commissione Europea
ottobre 2026
By 2025, the EU’s economy was 7% bigger than in 2019, the year preceding the pandemic. Over the same period, the US economy expanded by 15%, effectively growing at twice the rate of the EU. Meanwhile, China’s economy had grown by one third since 2019, roughly double the pace of the US. Population growth during this period was stagnant in both the EU and China and only modest in the US, meaning that average per capita income in the EU increased significantly less than in the US or China.
A simple growth decomposition exercise tells us that the bulk of the growth in these economies has come from strong productivity growth, substantially stronger than in the EU. This is arguably the most important cause for concern. It also explains the renewed focus on competitiveness, which, in reality, means relative productivity growth.
Historical trends in productivity growth show that the gap between European countries and the US has typically grown in periods of relative underinvestment. In other words, when investment levels in Europe lagged behind those in the US, subsequent productivity growth also tended to be lower.
This empirical observation is consistent with what various strands of economic theory have often suggested: in neoclassical, endogenous or Schumpeterian growth theories, investment is either the proximate cause of productivity growth or the fundamental mechanism through which innovation and knowledge accumulate. In a context of stagnant or declining demographic trends, the main source of economic growth is productivity growth. Achieving sustained productivity growth depends on our capacity to boost investment in research, technological development and innovation
Beyond investment, other measures have the potential to boost productivity. Most countries today, and in particular China and the US, are actively supporting their economies. Economic literature suggests carefully calibrating public intervention to avoid misallocation, rent-seeking, capture and inefficiency. Yet actions to encourage entry of new firms into key markets, simplification to enable small and medium-sized enterprises (SMEs) and startups to scale up, provision of technical support for technology transfer and for the early detection of emerging technologies, human capital development, education, targeted and temporary protection for key industries and place-based innovation policies are all types of intervention that support the economy without protecting the interests of incumbents or raising barriers to innovation. Together, these form what we would define as ‘good industrial policy’.
- The Global Forum on Productivity at 10: Past and Future Perspectives on Reviving Productivity Growth - OECD (2025)
This book marks the 10th anniversary of the OECD’s Global Forum on Productivity (GFP), reflecting on a decade of contributions to the global policy debate on productivity. Since its inception in 2015, the GFP has served as a platform for advancing policy-relevant research, sharing best practices, and deepening international collaboration on productivity-related challenges. Against the backdrop of a widespread slowdown in productivity growth, the GFP’s work has become increasingly vital.
Drawing on its research, convening efforts, and communications efforts, the GFP has explored key drivers of productivity across five central themes: frontier firms and business dynamism, internationalisation and global value chains, human capital and skills, technological change (including telework), and institutional frameworks for productivity. This book highlights how the GFP’s work has shaped thinking in these areas and aligned with emerging policy frameworks. Further, the book also looks ahead, identifying unresolved questions and new frontiers in productivity research.
- PNRR, Produttività e Giustizia civile - 19 settembre 2025
Gloria Bartoli, Osservatorio Produttività e Benessere
- Managerial input and firm Performance. Evidence from a policy experiment - 30 gennaio 2025
Paper presentato in occasione del III° Workshop sull'Economia Italiana "Competitività, innovazione e questione dimensionale delle imprese" tenutosi lo scorso 30 gennaio 2025. Autori: Francesco Manaresi (Banca d'Italia), Alessandro Palma (GSSI Social Sciences), Luca Salvatici (Università Roma Tre) e Vincenzo Scrutinio (Università di Bologna)
- Draghi The future of European competitiveness _ A competitiveness strategy for Europe - 9 settembre 2024
Estratto dal documento sul futuro della competitività europea presentato il 9 settembre da Mario Draghi, ex Presidente della BCE alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
- Obiettivo crescita 2024. La messa a terra del PNRR e le riforme per costruire l'Italia del futuro - 10 aprile 2024
Il Sole 24 Ore. Obiettivo crescita 2024. La messa a terra del PNRR e le riforme per costruire l'Italia del futuro.
Dall'intervento della Prof.ssa Gloria Bartoli dell'Osservatorio produttività e benessere: "Malgrado NGEU, da fine 2019 a fine 2023, noi siamo cresciuti del 3,9% e gli SU di più del doppio, del 9,2%. Due sono le differenze cruciali tra UE e SU nel periodo considerato: la prima è che la crecita in Europa è dovuta all'aumento degli occupati, non della produttività del lavoro, uguale a 0,6% in Europa, mentre negli SU nello stesso periodo, è stata del 6%! Cioè, noi stiamo creando posti di lavoro a bassa produttività: vista la riduzione della popolazione in età lavorativa, se continuiamo così potremo crescere solo con l'immigrazione! L'alternativa è aumentare la produttività con l'innovazione digitale prima di tutto". - Rilanciare la produttività regionale: dall’analisi alle politiche pubbliche - OECD
Il Trentino, considerato ricco per gli standard italiani, ha registrato una crescita minima del suo PIL pro capite dal 2000, una tendenza che lo distingue dalle regioni OCSE simili. Per conoscere il divario di produttività emerso in Trentino negli ultimi due decenni, la sua performance di produttività viene confrontata con regioni comparabili. Sulla base dei risultati preliminari, esiste un divario di circa il 25% in termini di produttività rispetto alle regioni comparabili, che potrebbe essere spiegato dalla mancanza di imprese molto produttive nei settori manifatturiero e dei servizi. Le grandi imprese manifatturiere tendono ad essere più produttive, ma questo premio di produttività è molto inferiore in Trentino rispetto alle regioni OCSE simili.
- Il PNRR, le sue modifiche, i vincitori e i vinti. Ma chi deve vincere è il Paese
Luigi Paganetto, Fondazione Tor Vergata - Formiche.net
- Come cresce l’economia? Il ruolo del PNRR
Gloria Bartoli, Osservatorio Produttività e Benessere
Articolo pubblicato nel volume “Spostare il baricentro. Il PNRR, l’Europa e la politica industriale”
- Il PNRR si può e si deve fare. L’opinione di Bartoli (Tor Vergata)
Gloria Bartoli, Osservatorio Produttività e Benessere - Formiche.net
- Does the NRRP speed up firms' Twin Transition? Empirical evidence from Italy*
Giovanni Ferri (Università LUMSA), Mirko Menghini (MEF-DT) e Marco Pini (Centro Studi Tagliacarne)
*In via di pubblicazione come Working paper del MEF
- Digital Technologies and Productivity: A firm-level investigation for Italy
Francesco Nucci (Università Sapienza Università di Roma), Chiara Puccioni (Confindustria) e Ottavio Ricchi (MEF-DT)
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Simposio su produttività e benessere
In questo campo di ricerca ancora poco frequentato, tre istituti ben conosciuti globalmente hanno unito le loro forze e presentano i risultati sull’International Productivity Monitor di fine 2022.
Beniamino Quintieri Fondazione Tor Vergata
Articolo pubblicato nel volume “Il piano italiano di ripresa e resilienza. Una sfida da vincere”
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PNRR e Produttività al Festival dell'economia di Trento - 2-5 giugno 2022
Festival dell'Economia di Trento
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Autocracies are not the best places for innovation - marzo 2022
Innovation and Democracy
- Misure per il clima e produttività - novembre 2021
Uno studio basato su dati della Banca Mondiale per 111 paesi e 39.000 imprese cerca di scoprire se le misure per contenere il riscaldamento climatico aumentano l’efficienza dell’economia oppure sono solo un costo aggiuntivo per la produzione.
Da tempo esiste l’Ipotesi di Porter che sostiene che una regolamentazione per il clima ben disegnata incentiva l’innovazione e quindi aumenta direttamente la produttività insieme alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. Ora lo studio sui dati della Banca Mondiale porta prove fattuali a questa ipotesi nei paesi avanzati come in quelli in sviluppo, per le grandi imprese manifatturiere soprattutto, ma anche per le medio piccole, nel periodo 2006-2018.
Già l’OCSE nel 2014 aveva cercato prove empiriche dell’Ipotesi di Porter, ma aveva trovato solo una crescita temporanea della produttività in seguito alle misure restrittive contro l’inquinamento. Lo studio recente, basato principalmente su paesi in via di sviluppo, che di solito vengono considerati vittime delle misure per il clima, ci presenta uno scenario molto più ottimistico.
Per saperne di più
https://www.lavoce.info/archives/90921/cammino-comune-per-efficienza-energetica-e-produttivita-dimpresa
- Covid e produttività: gli effetti a medio termine - novembre 2021
La produttività dipende in grande misura dall’innovazione nelle attività sia manifatturiere che di servizi, oltre che da domanda e investimenti. Con lockdown e distanziamento l’unico modo di far funzionare l’economia a distanza è stato attraverso le piattaforme digitali.
- XXXII Villa Mondragone Internationa Economic Seminar - 7 July 2021
SNAM session "Productivity, Digital transition, sustainable growth"
Introduction
Gloria Bartoli, Coordinatrice OPB
Who will Bear the Brunt of Lockdown Policies? Evidence from Teleworkability Measures Across Countries
Era Dabla Norris et al., International Monetary FundThe birth of new high growth enterprises: internationalisation through new digital technologies
Mercedes Teruel et al., European Investment Bank
The roots of the productivity slowdown
Francesco Manaresi, OECD
Fiscal Policy in the covid-19 pandemic: Brown or green?
Miria Pigato et al., World Bank - PNRR, concorrenza, innovazione e produttività
Gloria Bartoli, Coordinatrice OPB
- Innovazione digitale e stagnazione della produttività: un puzzle difficile da risolvere
di Gloria Bartoli e Luigi Paganetto
Tratto da “La trasformazione digitale: sfide e opportunità per l’economia italiana” Rivista di Politica Economica – Centro Studi Confindustria - giugno 2020
